Le città e la memoria 2

Isidora

Trascina per girare fra le torri · tocca una scala o il muretto dei vecchi

Nella piazza c’è il muretto dei vecchi che guardano passare la gioventù; lui è seduto in fila con loro. I desideri sono già ricordi.

Italo Calvino, Le città invisibili (Einaudi, 1972)

Nota

Dopo una lunga cavalcata per terre selvatiche il viaggiatore arriva a Isidora, la città sognata: scale a chiocciola incrostate di chiocciole marine, cannocchiali e violini fatti a regola d’arte, lo straniero incerto fra due donne che ne incontra sempre una terza. Solo una differenza: la città sognata lo conteneva giovane, e a Isidora lui arriva in tarda età.

Le torri sono avvolte da scale a spirale, e i giovani le salgono e le scendono senza sosta. Quando un giovane ha salito abbastanza, torna nella piazza, si fa grigio e prende l’ultimo posto sul muretto; alla porta intanto ne arriva un altro.

Toccate una torre e un giovane vi correrà su per la scala; toccate il muretto e i vecchi volteranno la testa a guardare. Il desiderio e il ricordo abitano la stessa piazza, a pochi passi l’uno dall’altro.

Le citazioni sono brevi estratti a scopo di commento. Il testo integrale è nelle edizioni pubblicate del libro. Città di Ottavia, Valdrada & colonna sonora ispirate da "Monument Valley" di ustwo games.

Le città invisibili