Le città e gli scambi 2

Cloe

Tocca un passante per farlo incontrare

Una vibrazione lussuriosa muove continuamente Cloe, la più casta delle città.

Italo Calvino, Le città invisibili (Einaudi, 1972)

Nota

A Cloe chi s’incontra per strada non si conosce. Vedendosi, ognuno immagina mille cose degli altri: incontri, conversazioni, sorprese, carezze, morsi. Nessuno saluta nessuno; gli sguardi s’incrociano per un secondo e poi si sfuggono. Se gli abitanti vivessero i loro sogni effimeri, ogni fantasma diventerebbe una persona, e la giostra delle fantasie si fermerebbe.

La scena è una griglia di strade quiete, le imposte chiuse. I passanti sono lanterne; ogni volta che due s’incrociano, nell’aria tra loro si disegna a linee di luce un piccolo pezzo di architettura immaginata (una scala, un balcone, un pergolato, un ponte), resta un momento e si dissolve senza toccarli mai. L’aria sopra Cloe è sempre piena a metà di queste scene mai costruite.

Toccate un passante: lui e il più vicino si fermano, e la loro scena si completa e resta. Intorno a quell’unica storia le altre si spengono, e per un poco Cloe tace.

Le citazioni sono brevi estratti a scopo di commento. Il testo integrale è nelle edizioni pubblicate del libro. Città di Ottavia, Valdrada & colonna sonora ispirate da "Monument Valley" di ustwo games.

Le città invisibili