Uomini di nazioni diverse ebbero uno stesso sogno: videro una donna correre di notte per una città sconosciuta, vista di spalle, coi capelli lunghi, ed era nuda. La sognarono inseguire.
Nota
Uomini di paesi diversi fecero lo stesso sogno: una donna che correva di notte per una città sconosciuta, vista di spalle, i capelli sciolti. Ognuno la inseguì e la perse. Non trovarono mai quella città; trovarono invece gli altri sognatori, e decisero di costruirla. Ognuno tracciò le vie secondo il proprio inseguimento, e nel punto in cui l’aveva perduta dispose i muri in modo che lei non potesse più fuggire.
Qui non compare nessuna donna: mostrarla sarebbe illustrare un sogno, non abitarlo. Resta ciò che di quel sogno la città conserva davvero: una luce che corre sola per i vicoli, trascinando una scia che si consuma come una capigliatura sciolta nel buio. Il labirinto non le è ostile per caso: ogni sua piega è la piega di un inseguimento fallito, ogni angolo cieco una trappola disegnata da chi l’ha già perduta una volta.
Toccate una via, ed ecco che un muro nuovo vi si alza sopra, proprio dove la luce è appena passata: è il gesto di chi, sognando ancora, tenta di chiudere la fuga. Lei ripiega, trova un altro varco; e se non ne trova più, si spegne, per riapparire altrove, dimentica come ormai lo sono gli abitanti di Zobeide. Dietro di lei, alcuni la inseguono ancora: arriveranno sempre un attimo dopo.
Le citazioni sono brevi estratti a scopo di commento. Il testo integrale è nelle edizioni pubblicate del libro. Città di Ottavia, Valdrada & colonna sonora ispirate da "Monument Valley" di ustwo games.