Le città e il nome 1

Aglaura

Gira finché i frammenti non si allineano · toccali per coglierli

La città che dicono ha molto di quel che ci vuole per esistere, mentre la città che esiste al suo posto, esiste meno.

Italo Calvino, Le città invisibili (Einaudi, 1972)

Nota

Di Aglaura, Marco sa dire poco oltre ciò che gli abitanti ripetono da sempre: un elenco di virtù e di difetti proverbiali. Eppure a certe ore, in certi scorci di strada, si vede aprirsi il sospetto di qualcosa d’inconfondibile, di raro, forse di magnifico; vorresti dire cos’è, ma tutto ciò che s’è detto d’Aglaura imprigiona le parole.

Al centro della scena sta la città detta: un muro, una torre, una porta, una gradinata, pesanti e definitivi. Intorno giacciono frammenti leggeri che sembrano nulla; ma da un solo punto di vista, per qualche istante, i loro bordi si allineano in una figura luminosa. Il punto di vista vaga, e la figura si raccoglie e si disperde da sola.

Girate lentamente finché la figura non si compone. Se provate a toccarla, le vecchie parole la richiudono: il muro proverbiale le scivola davanti, e lo scorcio va a nascondersi altrove.

Le citazioni sono brevi estratti a scopo di commento. Il testo integrale è nelle edizioni pubblicate del libro. Città di Ottavia, Valdrada & colonna sonora ispirate da "Monument Valley" di ustwo games.

Le città invisibili