Se l’esistenza in tutti i suoi momenti è tutta se stessa, la città di Zoe è il luogo dell’esistenza indivisibile. Ma perché allora la città?
Nota
Nelle altre città ogni attività ha il suo posto: la reggia, la prigione, la zecca, la scuola pitagorica, il lupanare. A Zoe il viaggiatore non riesce a distinguere i luoghi: ogni punto è buono per dormire, fabbricare arnesi, cucinare, accumulare monete d’oro, svestirsi, regnare, vendere, interrogare oracoli. Qualsiasi tetto a piramide potrebbe coprire il lazzaretto o le terme delle odalische.
La scena è una distesa di case tutte uguali, col tetto a piramide e una porta. Le attività della vita, un letto, un’incudine, una pentola, un trono, un tripode, vagano da una porta all’altra; niente resta dov’era. Verso il bordo le case si diradano nella steppa, dove girano i lupi.
Toccate una casa: passa per tutte le attività, due volte, e non si ferma su nessuna. Toccate la steppa: un lupo ulula, e chi cammina lì vicino si volta a guardare fuori. Quale linea separa il dentro dal fuori?
Le citazioni sono brevi estratti a scopo di commento. Il testo integrale è nelle edizioni pubblicate del libro. Città di Ottavia, Valdrada & colonna sonora ispirate da "Monument Valley" di ustwo games.