Anche a Raissa, città triste, corre un filo invisibile che allaccia un essere vivente a un altro per un attimo e si disfa.
Nota
A Raissa la vita non è felice: la gente si torce le mani, impreca, i bambini piangono. Eppure a Raissa in ogni momento c’è un bambino che da una finestra ride a un cane saltato su una tettoia per mordere un pezzo di polenta caduto a un muratore, e così via: una catena di piccoli eventi felici, uno che accende l’altro. Nella città triste c’è una città felice che non sa d’esistere.
Nella scena la città è una via stretta e grigia, case alte, molte finestre. Scintille calde saltano di finestra in finestra, di balcone in balcone, a decine, e ogni finestra s’accende per un istante; la città si apre allacciata da fili che poi si disfano, ma qualcuno corre sempre.
Toccate una finestra o un muro per far partire un altro filo. Quando ne corrono diversi insieme, la città grigia si scalda un poco, senza saperlo.
Le citazioni sono brevi estratti a scopo di commento. Il testo integrale è nelle edizioni pubblicate del libro. Città di Ottavia, Valdrada & colonna sonora ispirate da "Monument Valley" di ustwo games.