Isaura, città dai mille pozzi, si dice sorga sopra un lago sotterraneo molto profondo. Dovunque gli abitanti scavino lunghi buchi verticali nel terreno, riescono ad attingere l’acqua, fin dove si estende la città e non oltre.
Nota
Isaura sorge, si dice, sopra un lago sotterraneo profondissimo: dovunque si scavi un pozzo, l’acqua risale, ma solo fin dove la città si estende, e non oltre. Il suo margine verde ripete il contorno buio del lago sepolto: un paesaggio invisibile condiziona quello visibile. C’è chi dice che gli dèi abitino nel lago nero, e chi li vede nei secchi che salgono lungo la fune, nelle carrucole, nei tubi: una città che si muove tutta verso l’alto.
La scena taglia via uno spicchio di terra, come da una torta, per mostrare ciò che Isaura non vede di sé: le fasce d’ocra e di terracotta, la sabbia, il suolo scuro color prugna, e nel mezzo la caverna dove il lago aspetta, immobile. In superficie, le case di calce seguono esattamente il bordo sommerso; oltre quel bordo, solo terra nuda. Ventiquattro pozzi calano le loro funi dritte nel vuoto: si vede, cosa che Isaura stessa non può vedere, come ogni goccia arrivi da laggiù.
Toccate un pozzo, o il suolo intorno, e il secchio più vicino scenderà in fretta fino all’acqua, increspandola, prima di risalire carico; toccate il lago stesso e vedrete tutti i secchi sussultare insieme, come se qualcosa, in fondo, avesse risposto. È la città che sale intera da un’unica fonte: toglietele il lago, e non resterebbe nulla da tirare su.
Le citazioni sono brevi estratti a scopo di commento. Il testo integrale è nelle edizioni pubblicate del libro. Città di Ottavia, Valdrada & colonna sonora ispirate da "Monument Valley" di ustwo games.